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IL MELANOMA




                       IL MELANOMA

CHE COS’È

È un tumore che colpisce la pelle.

Tra tutti i tipi di tumori della pelle, è quello meno diffuso ma anche il più pericoloso perchè può crescere velocemente e invadere anche i tessuti circostanti.

Il melanoma è un tumore visibile a occhio nudo e ha origine da un neo preesistente che cambia forma o colore oppure dalla comparsa di un nuovo neo sulla cute integra.

nei (o nevi) appaiono come macchie scure e non sono altro che agglomerati di melanociti, le cellule dello strato più superficiale della cute (l’epidermide) che producono e accumulano melanina, il pigmento responsabile della colorazione naturale della pelle, degli occhi e dei capelli con il compito di proteggerci dagli effetti dannosi dei raggi solari. Il melanoma può insorgere più raramente anche in altre aree corporee, come l’occhio, le mucose di bocca e genitali.

SINTOMI

Le formazioni precancerose del melanoma non danno sintomi, ma possono essere individuate con un attento controllo dei nei della pelle. Un metodo utile, e facile da ricordare, per riconoscere un neo sospetto è la sigla ABCD che ne elenca le caratteristiche: A come asimmetria della forma, B come bordi irregolari, C come colore variabile, D come dimensioni in aumento sia in larghezza che in spessore. In genere i nei congeniti, cioè sulla nostra pelle sin dalla nascita, sono tondeggianti, hanno un colore uniforme e non subiscono trasformazioni nel tempo.

Oltre al cambiamento di aspetto, possono essere segnali di melanoma anche sanguinamento, prurito o secchezza di un neo preesistente.  Un nuovo neo può insorgere in qualsiasi area del corpo, senza che ce ne accorgiamo: la diagnosi precoce di melanoma non è semplice, è bene quindi sottoporsi a controlli periodici dal dermatologo e attuare le corrette strategie di prevenzione.

DIAGNOSI

Se un neo è sospetto, la biopsia è il primo esame che può accertare il melanoma. L’analisi del tessuto consente di stabilire se è innocuo oppure canceroso.

In caso di melanoma, la biopsia fornisce informazioni sul grado di proliferazione delle cellule, su quanto il tumore è cresciuto in profondità nella pelle e se ci sono segni di ulcerazioni. Una biopsia positiva è seguita dall’analisi dello stato dei linfonodi, gli organi del sistema linfatico localizzati lungo tutto il corpo: quando un melanoma inizia a diffondersi raggiunge per primi i linfonodi più vicini, chiamati pertanto linfonodi sentinella, che drenano la linfa direttamente dal tumore. Una biopsia del linfonodo sentinella può essere richiesta per completare la diagnosi.

La biopsia e la valutazione dello stato dei linfonodi consentono di stabilire lo stadio del melanoma diagnosticato.

I melanomi inferiori a 1 mm di spessore sono correlati con un'ottima prognosi in oltre il 90% dei casi, in genere queste percentuali diminuiscono progressivamente con l'aumentare dello spessore della lesione.

COME SI CURA

La scelta della strategia terapeutica si basa sulle caratteristiche del melanoma e sul suo stadio di progressione al momento della diagnosi.

Chirugia

Quasi tutti i melanomi vengono rimossi chirurgicamente, limitatamente al neo canceroso o a una porzione di area circostante, in base all’estensione della formazione tumorale. La procedura è relativamente veloce, si esegue in anestesia locale e comporta una cicatrice e dolore per qualche giorno.

Tumori più avanzati richiedono la rimozione chirurgica anche dei linfonodi sentinella, se la biopsia ne ha confermato l’invasione da parte delle cellule tumorali. L’intervento è più invasivo e comporta il rischio di linfedemi, un ristagno di linfa che causa gonfiore, dolore, bruciore e disturbi della sensibilità nell’area interessata.

Chemioterapia

Il trattamento chemioterapico ha lo scopo di distruggere le cellule tumorali e può essere previsto dopo la chirugia per tumori in stadio di diffusione avanzata e metastasi. Quasi la metà dei melanomi è localizzata sugli arti e possono essere trattati con la perfusione ipertermico-antiblastica: è una strategia con cui si infonde il farmaco solo nella gamba o braccio interessato, isolati artificialmente dal resto della circolazione sanguigna.

In questo modo si può somministrare una quantità maggiore di chemioterapico solo nella regione da trattare, potenziando l’effetto della terapia. Anche l’elettrochemioterapia consente la somministrazione locale del farmaco: mediante delle sonde cutanee e sottocutanee le cellule tumorali sono sottoposte a un campo magnetico che le rende più permeabili, facilitando l’ingresso del farmaco.

Con questa strategia il chemioterapico colpisce solo la cellula tumorale risparmiando i tessuti circostanti. E’ indicata per melanomi non trattabili chirurgicamente, già in metastasi o tumori del volto, con il 70% di successo. Consente inoltre di minimizzare le dosi del farmaco, gli effetti collaterali e la degenza ospedaliera.

Radioterapia

La radioterapia si usa solitamente per melanomi non trattabili a livello chirurgico o in metastasi. Utilizza radiazioni ionizzanti per colpire le cellule tumorali, ridurre l’estensione della malattia o prevenire la sua diffusione.

Può essere effettuata dall’esterno, irradiando in ripetute sedute quotidiane delle aree mirate, più o meno estese a seconda della necessità, e dall’interno (brachiterapia), posizionando dispositivi radioattivi direttamente nei tessuti malati. Il trattamento radioterapico può causare effetti collaterali transitori come stanchezza, nausea, vomito.

Immunoterapia

L’immunoterapia consiste nella somministrazione di agenti che stimolano il sistema immunitario dell’organismo a reagire e distruggere le cellule cancerose. Rappresenta un’opzione per i melanomi di stadio VI che solitamente non rispondono con successo ai classici trattamenti di chemioterapia e radioterapia.

Interferone e interleuchine

sono i principali farmaci somministrati. Necessitano di monitoraggio costante perchè causano molti effetti collaterali perciò la loro indicazione è valutata dal medico in base al caso.

COME SI PREVIENE

Fattori di rischio

Il principale fattore di rischio è l’esposizione ai raggi ultravioletti (UV), provenienti dal sole o da luce artificiale come docce o lettini solari. I raggi UV penetrano a fondo nelle cellule della pelle e danneggiano il DNA, che accumula così mutazioni da cui possono innescarsi processi di sviluppo tumorale.

Il melanoma colpisce prevalentemente le aree del corpo più esposte alla luce del sole, come viso, spalle, dorso, collo, cuoio capelluto, ma si origina anche da quelle che non sono mai esposte, indicando che i raggi UV non sono l’unico fattore di rischio. Non è da escludere una componente genetica, come la predisposizione famigliare a questo tipo di tumore.

Esistono, infine, caratteri estetici più a rischio, come pelle e capelli chiari, lentiggini e numerosi nei congeniti.

Prevenzione

La diagnosi precoce è favorita da un periodico controllo dei propri nei, in autonomia e programmando visite dermatologiche. Un atteggiamento responsabile nell’esposizione alla luce solare può contribuire a ridurre, ma non annullare, il rischio di ammalarsi.

In generale, è bene prevenire le scottature, con l’utilizzo di creme solari con filtro adeguato al proprio tipo di pelle, cappelli e occhiali da sole, prestando maggiore attenzione in prossimità di neve, acqua o sabbia che riflettono i raggi solari. In estate è consigliabile evitare l’esposizione prolungata nelle ore centrali della giornata, dalle 10 alle 16.

I bambini sono più a rischio di scottature e si ritiene  che gran parte dei melanomi inizi a svilupparsi proprio in età pediatrica, manifestandosi dopo anni. 

Docce e lettini solari sono responsabili di una sovraesposizone a raggi UV ad alta intensità che può danneggiare con il tempo la pelle: è consigliabile evitare questi trattamenti estetici.

L’alimentazione può aiutare a difendere la pelle, con cibi ricchi di vitamine A, C,E, coenzima Q, mentre alcuni farmaci rendono più sensibili alla luce UV.