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ALIMENTAZIONE e SALUTE




                       ALIMENTAZIONE E PROCESSI INFIAMMATORI

Esiste un rapporto tra processi infiammatori e alimentazione?

Forse non è noto a tutti che il cancro è una malattia infiammatoria e che malattie degenerative come l’Alzheimer, la sclerosi multipla, aterosclerosi, ma anche il diabete, la tiroidite di Hashimoto, l’endometriosi, la psoriasi, l’artrite, molte cardiopatie e l’ipertensione sono malattie a carattere infiammatorio che hanno dei forti legami con l’alimentazione.

Le ricerche scientifiche hanno messo in evidenza che alcune sostanze, i“messaggeri chimici” sono necessari affinché i nostri organi o le nostre cellule comunichino tra di loro per assicurare l’integrità dell’organismo intero e lo svolgimento delle differenti funzioni. Sono questi “messaggeri chimici” che permettono di iniziare e di porre fine al processo infiammatorio che difende il nostro organismo da attacchi esterni (es batteri virus ecc) e interni (cellule che mutano o che crescono e che per tale motivo possono essere pericolose per l’integrità dell’organismo).È proprio su questo ultimo punto che si innestano i legami tra una scorretta alimentazione e i processi infiammatori.Le cellule del nostro sistema immunitario che difendono l’organismo da malattie acute usano il processo infiammatorio per arginare tali malattie e portare alla guarigione. Se il processo infiammatorio diventa cronico però, combattere malattie croniche è più complicato e può esserlo fino al punto in cui la malattia diventa uno stato cronico conclamato e spesso irreversibile con cui il soggetto dovrà convivere con molti disagi e malesseri, per tale motivo è meglio non entrare in tale stato.

 Ma quali sono “i mediatori chimici” che naturalmente attivano il processo infiammatorio?

Ce ne sono tantissimi, ma alcuni tra tutti sono: istamina, acido arachidonico, il fattore NgF, eparina, citochine; tutti vengono rilasciati in alcune circostanze come condizioni di stress fisico e psichico, traumi, ferite, infezioni. Ed hanno azioni quali aumento della vasodilatazione (istamina), aumento della fluidità del sangue(eparina), aumento della crescita delle terminazioni nervose e amplificazione del dolore(fattone FnG); una in particolare, l’acido arachidonico, è il precursore di “mediatori chimici” che sono implicati nella risposta immunitaria.

I legami tra processo infiammatorio e alimentazione sono relativi proprio ai mediatori della comunicazione tra le cellule che mediano tale processo.Quali alimenti grassi apportano omega 6 e quali omega 3?

Omega 6- e quindi anche acido arachidonico( il nostro mediatore proinfiammatorio) sono contenuti in abbondanza nell’olio di mais, di soia, di girasole, arachidi, carne e uova e pesce, e anche nell’olio di oliva.

Omega 3- olio di semi di canapa, oliva, olio di semi di lino, pesci grassi.

Per l’assenza del processo infiammatorio il rapporto tra omega 3 e omega 6 deve essere equilibrato. E quello ottimale è di 4:1 a favore degli omega 6.

Quindi come si può notare sulla base di queste poche informazioni, ciò che noi mangiamo può veicolare l’assunzione di sostanze da cui l’organismo ricava quelle che attivano o che spengono l’infiammazione.